''Versi dal silenzio?'': un'antologia della produzione poetica romanì
I poeti rom raccontano spesso nei loro versetti le discriminazioni e le persecuzioni di cui sono vittime. Come Saip Jusuf, rom macedone, che in "Apolide" scrive: "A noi perché rom/ ci han rinchiuso/ solo perché siam neri". "In questi autori è centrale il ricordo e la memoria - sottolinea Francesca Innocenzi -. E spesso affiorano dalle loro parole tinte malinconiche e nostalgiche". Una persecuzione che ha avuto il suo apice durante il nazismo, quando circa 500 mila rom furono uccisi nei campi di sterminio. "Nella produzione poetica romanì -aggiunge la curatrice dell'antologia-, occupano un posto di rilievo anche gli elementi primordiali della natura come il fuoco, la terra, l'acqua e l'aria. La natura la sentono vicina". La vita dei rom oggi è anche fatta di miseria ed emarginazione, di baracche nei campi abusivi o regolari. "Non so che cosa della cultura romanì rimanga in quelle condizioni di vita -sottolinea Francesca Innocenzi-. Ma è anche per questa ragione che è necessario che poesia, musica, pittura, racconti e tradizioni vengano valorizzate e salvaguardate". I proventi della vendita del libro serviranno per sostenere le attività dell'Opera nomadi di Milano. "Abbiamo collaborato alla stesura di questa antologia -afferma Maurizio Pagani, presidente dell'associazione-, perché oggi la questione rom viene affrontata solo dal punto di vista della sicurezza. Ci si dimentica che si hanno di fronte delle persone con una loro tradizione e cultura, con le quali in passato sono stati realizzati, soprattutto nel Centro e nel sud dell'Italia, buoni progetti di integrazione". Per acquistare una copia di "Versi dal silenzio" bisogna rivolgersi all'editore (www.progettocultura.it) oppure all'Opera Nomadi di Milano (www.operanomadimilano.org). (dp) |