A forza di essere vento. Viaggio fra rom, sinti e camminanti
di Daniele Barbieri


27 novembre 2006


« Anch'io avevo una grande famiglia, ma la Legione nera l'ha sterminata» sono alcuni versi di «Uprè Romà» [Alzatevi Rom], la canzone tradizionale che apre il cofanetto - 2 dvd con 6 documentari per 150 minuti più un prezioso libretto - «A forza di essere vento: lo sterminio nazista degli zingari». Per il quinto omaggio che la rivista «A» [arivista@tin.it, 02 2896627] dedica a De André si parte dai versi «il cuore rallenta la testa cammina, in quel pozzo di piscio e cemento, a quel campo strappato dal vento, a forza di essere vento»: è la canzone scritta con Ivano Fossati per ricordare un popolo odiato e criminalizzato.
Il primo DVD si apre con le parole di Moni Ovadia: 19 secondi per una semplice ma terribile domanda: «Hai mai avuto un amico zingaro?» seguiti dal documentario «Zigeunerlager» [ovvero il campo dei nomadi] che fra l'altro racconta l'orribile notte del 2 agosto 1944 quando in una sola notte 20 mila fra rom e sinti vennero massacrati; a seguire «Hugo» di Giovanna Boursier, basato sulla testimonianza del sinto tedesco Hugo Hollenreimer che fu internato ad Auschwitz.
Il secondo DVD scava nel «Porrajmos, la persecuzione dimenticata»: c'è il documentario realizzato per Opera Nomadi da Paolo Poce e Francesco Scarpelli con l'intervista a Mirko Levak [un rom sopravvissuto ad Auschwitz], uno spettacolo registrato a Milano il 24 gennaio di quest'anno e altri preziosi materiali.
Nel libretto Paolo Finzi racconta la scoperta di uno sterminio che molti ancora oggi vogliono ignorare perché gli zingari, «i figli del vento», sono gli asociali - i sottouomini - per eccellenza. Furono mezzo milione rom e sinti sterminati nei lager come gli storici raccontano, o si arriva all'ancora più mostruosa cifra di oltre tre milioni di nomadi assassinati sotto Hitler e [anche fuori dai lager] durante tutta la seconda guerra mondiale, come sostengono molti rom?
Quegli «asociali» furono vittima del pregiudizio anche a nazismo caduto: nessuno dei sopravvissuti venne chiamato al processo di Norimberga per testimoniare e alle vittime venne per lungo tempo negato ogni riconoscimento e risarcimento. A seguire un saggio di Giorgio Bazzecchi e Maurizio Pagani [di Opera Nomadi] che ci riporta all'oggi per documentare che «nell'Unione europea oltre 10 milioni di rom, sinti e camminanti sono sotto la soglia di povertà e ancora oggetto di gravissime discriminazioni politiche e sociali»; in questo quadro l'Italia nega i diritti di cittadinanza e molti sene vantano o fingono di non vedere. Come dimostra l'ultimo documento, anche fotografico: la vicenda dei rom rumeni sgomberati nel 2004 da via Adda a Milano.
Non è quasi mai vero che roulottes o campi siano voluti da rom e sinti. In molte parti d'Europa da tempo vivevano in normalissime case ma anche questo è stato in fretta dimenticato: e di nuovo i nomadi sono stati perseguitati e quasi cancellati - stavolta nell'ex Jugoslavia - senza che i governi cosiddetti democratici del mondo si chiedessero dove erano finiti. Intanto in Italia come in altri paesi, la situazione addirittura è regredita: la condizione di bambini o anziani sarebbe considerata disumana... per chiunque non fosse zingaro. Per questo due anni fa, durante il meeting anti-razzista di Cecina, molti esponenti di rom, sinti e camminanti hanno chiesto nuovamente che, per evitare nuove discriminazioni, venga loro riconosciuta una cittadinanza europea anziché nazionale. Perché se davvero cadono le frontiere a loro deve essere riconosciuto di essere europei più di ogni altro.
Per quanto ampio sia il percorso documentario incrociato in «A forza di essere vento» [e gli altri suggerimenti di lettura che avete trovato sul numero 43 di Carta] è necessario, pur se in breve, indicare altri testi recenti importanti ma, al solito, passati sotto silenzio.
Ad aprile la Emi [www.emi.it] ha pubblicato «Comunità rom: scuola come libertà» - 96 pagine, 12 euro - di Silvia Caset e Alessio Surian. Troviamo nella prima parte del volume un esame del Roma Project, partito nel 2004 in dimensione transnazionale e sostenuto dalla Commissione europea, che ha permesso ai partner di tre paesi [Bulgaria, Romania e Italia con la cooperativa Kaleidoscopio di Trento] di mettere a punto, condividere e far diventare operative le metodologie di lavoro «per l'auto-promozione e 'educazione di comunità rom»; nella seconda parte, la più ampia, Ruben Valchev presenta un «Manuale per formatori» con gli strumenti, e indicazioni pratiche, persino i giochi e le animazioni teatrali utili per le persone e i gruppi sociali coinvolti nel programma.
A proposito di teatro è interessante accennare che a Firenze, già dal 2002, il regista Daniele Lamuraglia si confronta con giovani rom dei campi per mettere in scena «Cristo gitano», ideato e scritto con Antonio Tabucchi che ha anche curato la prefazione di «Il libro di Cristo gitano» - 92 pagine, 12 euro - edito nel 2005 da Pagnini [055 6800074]. Ci si rifà all'antica leggenda, diffusa in molte parti d'Europa ma persino in Brasile, di un Cristo zingaro, crocifisso due volte, che trovò una sua prima scrittura nel 1895 per mano dello scozzese William Sharp, celato sotto lo pseudonimo femminile di Fiona MacLeod. Altre due volte Lamuraglia si è confrontato con tradizioni e cultura dei rom: «Zingarità» [messo in scena nel 2003] ispirato a due racconti di Gorki e Puskin prima e poi, nell'estate 2004, «TeleRom, la televisione degli zingari».
A maggio le edizioni Spartaco [www.edizionispartaco.it] hanno edito «Cittadinanze imperfette: rapporto sulla discriminazione razziale di rom e sinti in Italia» [112 pagine, 7 euro]: è curato dalla onlus Osserv-Azione [info@osservazione.org] e redatto da due ricercatori bravi quanto appassionati: Nando Sigona e Lorenzo Monasta.
La mappa dei diritti negati - scuola, alloggio, salute, lavoro... - è impressionante. Ancor più scandaloso è l'ininterrotto abuso, ora silenzioso e ora strombazzato come fosse impresa di cui vantarsi, contro «gli zingari» di pubblici ufficiali, istituzioni varie e altri attori non istituzionali. Le campagne politiche razziste si costruiscono soprattutto grazie ai mezzi di (dis-) informazione di massa ed eccoli all'opera infatti, come vediamo in alcuni esempi recenti raccontati nell'ultimo capitolo. Il libro si chiude con un'aggiornata bibliografia.
Proprio rispetto a una bibliografia italiana, ormai molto ampia ma non sempre di facile reperibilità, vale almeno evidenziare tre testi-guida, relativamente recenti. In primo luogo «Baro romano drom» ovvero «La lunga strada dei rom, sinti, kale, manouches e romanichals» che Alexian Santino Spinelli ha pubblicato nel 2003 per Meltemi [192 pagine, 17 euro, www.meltemieditore.it]. Poi due libretti del 2005. Innanzitutto un interessante volume a più mani, «Per un cinema nomade» - 184 pagine, con molte preziose immagini al prezzo di 15 euro - curato da Elisabetta Amalfitano per le edizioni Il gigante [055 282192] e la Mediateca regionale toscana che, come si intuisce dal titolo, si muove soprattutto sullo specifico filmico. Invece «Carovane tra le pagine» di Giada Valdannini - 98 pagine, 9 euro - pubblicato da Gaffi [www.gaffi.it] racconta soprattutto letteratura, fiabe, teatro, poesia dei rom e si chiude con una piccola ma preziosa antologia.