Rho: bambini rom costretti a mendicare
Qualche giorno fa è apparsa una notizia su alcuni giornali locali di
Rho, accompagnata da una certa enfasi, in merito ad un presunto caso di sfruttamento
e maltrattamento di minori costretti alla mendicità.
Il caso in questione si riferirebbe ad una piccola comunità di Rom Khanjarja
al cui interno si sarebbe verificato un fatto increscioso ai danni di due minori.
Avendo una conoscenza diretta dei soggetti interessati e delle loro famiglie
e seguendo da circa 10 anni l’inserimento scolastico di diverse decine
di ragazzini rom abitanti a Rho, siamo certi che le problematiche a cui sarebbe
riconducibile l'episodio in questione siano esclusivamente legate a situazioni
specifiche di disagio e precarietà familiare e non certo a forme odiose
di sfruttamento.
In quel preciso campo sono oltre 20, su una popolazione di non più di
60 persone, i minori che frequentano regolarmente la scuola dell'infanzia,
primaria e media . Una parte di essi dall’anno prossimo si accingeranno
a frequentare le superiori.
Commentando l’accaduto, il quotidiano La Padania avrebbe addirittura
riferito di una denuncia in cui sarebbero incappati i genitori , notizia che
non trova al momento alcun fondamento.
Per una questione di riservatezza non intendiamo riferire elementi che
potrebbero interferire con il doveroso accertamento dei fatti, ma desideriamo
precisare
che uno dei primi atti politici che hanno contraddistinto l’operato dell'attuale
maggioranza politica del Comune di Rho, di centro destra, è stato proprio
l'abbandono degli interventi di sostegno scolastico per i ragazzi rom che frequentavano
la scuola media.
Interventi cioè che consistevano in iniziative educative rivolte a ragazzi
della stessa età dei due piccoli rom fermati e portati in comunità.
Nemmeno i servizi sociali si sono poi prodigati in azioni che pure avrebbero
dovuto assicurare l’assistenza necessaria ai cittadini in difficoltà o
in grave stato di
salute (come nel caso di uno dei due genitori) per cui, più correttamente,
si dovrebbe parlare di mancata assistenza da parte dei servizi comunali.
Insomma, una vicenda che certamente si smonterà nel momento in cui verranno
acquisiti tutti gli elementi per una corretta valutazione da parte del Tribunale
per i Minorenni ma che non mancherà di lasciare strascichi dolorosi
nella vita delle persone e di consolidare uno stigma sociale che suona come
una condanna.
Maurizio Pagani
vicepresidente opera nomadi