"La linea dura contro i lavavetri? Un fallimento"

Intervista di Daniele Riosa di Affari a Maurizio Pagani ( Opera Nomadi Milano)

"Una misura del tutto illusoria. Lavare i vetri è una forma di elemosina o di prestazione d'opera e non deve essere letto come un fattore criminale o peggio ancora di sfruttamento dei minori".
Mauurizio Pagani, vicepresidente di Opera nomadi, intervistato da Affari, boccia la linea dura del comune di Firenze, sposata da Palazzo Marino, contro il lavavetri (pene fino a tre mesi e multe salate). Pagani condivide le parole del ministro della Solidarietà Paolo Ferrero ( “I lavavetri rappresentano un problema sociale e non di ordine pubblico”): "Il ministro ha ragione, ma è completamente isolato nel governo riguardo questi fenomeni. L'andazzo è quello di seguire il modello perdente delle amministrazioni di Centrodestra"


Il vicesindaco Riccardo De Corato ha annunciato che anche Milano seguirà la linea dura tracciata dal sindaco di Firenze contro i lavavetri. Che cosa ne pensa?
" La direttiva mi lascia perplesso anche se non mi sorprende visto che non c'è limite al peggio. Ma c'è un fatto che mi colpisce particolarmente...".

Quale?
" Il nostro ordinamento punisce già severamente l'accattonaggio molesto e questo è giusto. L'accattonaggio che non ha questo tipo di caratteristica, che rappresenta solo una forma di sopravvivenza e di lavoro informale, è stato depenalizzato tre anni fa".

Allora perché è stata adottata questa ordinanza?
" C'è un crescente fastidio verso forme di povertà che ci ritroviamo sotto gli occhi, ma che sono il frutto della società in cui viviamo e che ci illudiamo di risolvere inasprendo la repressione. Il fatto che questo avvenga a Firenze non può che spianare la strada ad altre amministrazioni come quella di Milano che certo non sono ultime nel riproporre misure di carattere restrittivo e repressivo senza fare quello che dovrebbero fare per il bene dei cittadini".

Ovvero?
Lavorare affinché le situazione di disagio, di miseria e di criminalità vengano riportate, per quanto possibile, in condizioni di normalità. La direttiva prevede anche una pena fino a tre mesi di reclusione e una multa di 206 euro per i lavavetri. Non sarebbe meglio combattere il racket che c'è alle spalle di queste persone?
" Certo. Un conto è colpire intrecci malavitosi che non sono solamente terra di immigrati ma che hanno molte collusioni con la malavita italiana, un altro è quello di riproporre una visione sempre più restrittiva di una società che non trova soluzioni per garantire delle condizioni di vita migliori ai suoi cittadini. Una ricetta del tutto illusoria. E poi se i lavavetri non fanno più i lavavetri cosa andranno a fare? Mi sembra ancora una volta che si faccia finta di niente".

Ai semafori ci sono sempre più donne. Perché?
" Probabilmente alcune donne si sono più facilmente adattate a lavare i vetri piuttosto che fare la questua coi bambini. In fondo lavare i vetri è una forma di elemosina o di prestazione d'opera e non deve essere letto come un fattore criminale o peggio ancora di sfruttamento dei minori".

Il ministro Paolo Ferrero parla di un problema sociale e non di ordine pubblico. Condivide?
" Sì. Ma il ministro è completamente isolato nel governo riguardo questi fenomeni. In generale si vuole affrontare il problema solo dal punto di vista dell'ordine pubblico e della repressione ricalcando il modello perdente sul piano concreto delle amministrazioni di Centrodestra".

Il comune di Milano, dall'11 luglio, ha applicato la normativa europea che prevede l'espulsione dei cittadini dell'Unione europea che non hanno un lavoro e mezzi economici sufficienti a vivere dignitosamente. Dai dati in suo possesso il pugno duro sta funzionando?
" Non mi risulta. Mi sembra che i fenomeni di accattonaggio crescano. Alcuni rom romeni hanno commentato così la linea del Comune: 'Se ci dovessero espellere ci allontaneremo per qualche tempo e poi torneremo'. Ripeto, queste misure illudono solo l'opinione pubblica senza risolvere il problema".