Riscoprirsi razzisti

 

Da alcune settimane i Rom che da oltre 10 anni vivono a Rho sono sottoposti ad una incessante campagna razzista il cui fine dichiarato sarebbe la loro espulsione etnica.


Un mix di razzismo istituzionale e popolare che fa leva sulla demagogia propagandistica anziché sulla ragione, invocando per gli abitanti del villaggio comunale di via Sesia provvedimenti amministrativi ingiusti e discriminatori.
Eppure i Rom in questa città non pongono più problemi di quanto non avvenga in una normale riunione di condominio, insegnandoci forse in molte occasioni una maggiore compostezza.


Diversamente da Milano o dai Comuni dell’hinterland che da sempre rifiutano di voler affrontare con strumenti efficaci la loro presenza integrandola nel contesto sociale, le amministrazioni che si sono avvicendate alla guida della città hanno saputo contenerne e correggerne l’impatto, promuovendo la convivenza.


E i dati lo confermano. Il numero complessivo, circa 150 persone, è lo stesso degli ultimi 5 anni. Il tasso di scolarizzazione degli alunni è tra i più alti che si registrano in Italia. I bambini infatti si iscrivono fin da piccolissimi alle scuole dell’infanzia e alla fine di quest’anno scolastico, per la prima volta, dei ragazzi frequenteranno la scuola secondaria di II grado.


Otto donne partecipano dal mese di giugno ad un percorso di formazione professionale che in breve tempo le porterà ad avviare una propria attività economica autonoma, mentre gli uomini stanno cercando di inserirsi attivamente nel mondo del lavoro.


Nonostante questo il messaggio che ci raggiunge sembra chiaro nella sua immediatezza: “gli zingari sono un peso, bisogna liberarsene per sentirsi liberi”. Niente di più drammaticamente illusorio.


C’è una regia politica dietro le parole e le iniziative che cercano di esasperare il normale dibattito di una comunità, ma ancor di più c’è la tentazione di abbandonarsi ad un razzismo insensato che non riconosca ma cancelli i diritti delle persone, compresi quelli che nel nostro intimo riteniamo inalienabili per ognuno di noi.

Maurizio Pagani
Vicepresidente Opera Nomadi