Milano: ritorno alla tolleranza zero
Da fenomeno secondario a priorità assoluta nell’agenda istituzionale,
la presenza dei Rom a Milano viene spregiudicatamente sopravvalutata, in assenza
di una informazione libera e attendibile, correggendo al rialzo cifre assolute
che per la loro esiguità sarebbero poco più che inconsistenti.
Ecco quindi che poche migliaia di persone, circa 5.000, diventano per l’Amministrazione
Comunale oltre 10.000, cogliendo al volo l’occasione data dal Ministro
degli Interni Amato che annuncia: “l’invasione dei rom è alle
porte”.
Un meccanismo perverso spinge le lancette della politica al punto da dove eravamo
partiti oltre un anno fa: tolleranza zero e sgomberi continui.
Verrebbe quindi da chiedersi che cosa sia successo in tutto questo tempo, in
cui la Giunta milanese e i suoi partner trasversali hanno prima costruito una
pseudoemergenza allarmistica che giustificasse un diverso trattamento istituzionale
e giuridico per i concittadini rom, annunciando demagogicamente e con un fondo
di razzismo il superamento della “emergenza Rom” con la costituzione
del campo di via Triboniano.
Ora però si ritorna senza scrupoli al passato e a una più greve “caccia
ai rom romeni” elevati a status di pericolo sociale.
Il fallimento di politiche sociali inefficaci e discriminatorie è inconfessabile,
mentre centinaia di reietti si accalcano nei rifugi improvvisati e contesi
dai poveri di ogni città.
E’ la coperta corta di una “carità” che abbandonati
i diritti delle persone mostra la cattiva coscienza dei potenti e di chi vi
si avvicina, benché logora e inefficace ad affrontare i problemi complessi
della città.
Eppure, su televisioni e giornali continuano a sfilare gli stessi protagonisti
bipartisan di una stagione politica oscura e consociativistica, che ora mostra
nuovamente il suo lato peggiore.
A noi cittadini e associazioni che spesso, come i rom o i lavavetri veniamo
allontanati dalla strada o messi a tacere, non resta che continuare a denunciare
ciò su cui si posa il nostro sguardo.
Maurizio Pagani
Vicepresidente Opera Nomadi