aprile 2006
Via Cusago. Comunicato stampa
Opera Nomadi Milano
Questa mattina, alle porte di Milano, in località “Cusago”, è stata
portata a compimento un’operazione di sgombero e abbattimento di un
manufatto abitativo oggetto di un lungo contenzioso amministrativo tra alcune
famiglie rom, il Comune di Milano e la Magistratura Ordinaria (per l’aspetto
penale).
Al di là del merito legato alla illegittimità e, forse, inopportunità di
una edificazione certamente di carattere abusivo, ma sulla quale non si erano
ancora esaurito il normale iter giudiziario e amministrativo, denunciamo
i metodi violenti adottati durante l’operazione, alla presenza del
Vicesindaco De Corato (AN), che hanno portato 4 rom (due giovani donne di
cui una al III mese di gravidanza, un anziano di 80 anni e un giovane di
14) al pronto soccorso dell’Ospedale San Carlo per curare le contusioni
provocate dalla collutazione con le Forze dell’Ordine.
I Rom di via Cusago sono cittadini italiani del gruppo dei “Rom Harvati”,
residenti a Milano da oltre quarant’anni che, nel 1999 stanchi di vivere
in condizioni precarie e conflittuali nel “campo comunale di via Martirano”,
acquistarono un terreno su cui costruire delle abitazioni “mobili” ad
uso residenziale.
E’ infatti da alcuni anni ormai che molte famiglie rom e sinte di Milano
decidono di abbandonare i luoghi destinati a loro dall’Amministrazione
Comunale (i campi nomadi), andando ad insediarsi in piccole aree con la propria
famiglia allargata e provvedendo in proprio alla realizzazione dei lavori
di urbanizzazione e alla costruzione di abitazioni.
E’ una risposta “spontanea” a una condizione di abbandono
delle Istituzioni cittadine, al fallimento di una politica abitativa che
ha saputo solo proporre la ripetizione di sgomberi inutili e la realizzazione
di luoghi “differenziali” e disumani (come i campi di via Triboniano
e via Barzaghi, dove centinaia di persone vivono ammassate, private delle
più elementari condizioni di sicurezza e salute).
La solerzia con la quale l’Amministrazione Comunale ha provveduto a
coordinare le operazioni odierne è “insolita” (non riguarda
cioè i più vistosi e importanti abusi edilizi che riguardano
la città), mostra un aspetto intimidatorio e violento contro i soggetti
deboli e le minoranze, ma soprattutto mette a nudo l’assoluta mancanza
di una prospettiva e di un’idea di governo che sappia coniugare i bisogni
dei cittadini e le trasformazioni urbane, portando al collasso le forme acquisite
di convivenza civile.
Negli ultimi due anni l’accanimento pregiudiziale di una parte politica
cittadina e regionale nei confronti delle comunità Rom e Sinte, ha
raggiunto un livello intollerabile di linciaggio mediatico, violazione ripetuta
delle leggi e di aperto razzismo verso il quale richiamiamo l’attenzione
della società civile, dei partiti politici e degli organi istituzionali
preposti.