I mediatori culturali rom nelle scuole

Il progetto, rivolto alla formazione di “Mediatori culturali Rom in Area educativa”, è sostenuto dalla Direzione Generale Famiglia e Solidarietà Sociale della Regione Lombardia ed è promosso dall’Ufficio Scolastico Provinciale di Milano con il sostegno della Sovrintendenza Regionale Scolastica, dall’Università degli Studi Milano Bicocca – Dipartimento di Scienze della Formazione Primarie, dall’Opera Nomadi di Milano.
Il progetto, integra l’intervento e la presenza di 10 mediatrici rom nelle scuole milanesi che svolgono il proprio intervento lavorativo continuativamente dal 1994 per conto dell’Opera Nomadi in convenzione con il Comune di Milano.

1. Formazione delle mediatrici rom già in servizio

Il corso, che ha riunito le mediatrici rom in un gruppo di formazione-lavoro, ha rappresentato un’occasione importante di formazione per quante di loro già operavano da anni nei servizi scolastici della città di Milano è ed risultato una preziosa occasione di riflessione, verifica e potenziamento delle proprie capacità professionali.

Le mediatrici hanno offerto ampia testimonianza del lavoro svolto nelle scuole, dove sono stati molto apprezzati gli interventi con le famiglie rom; hanno rilevato, invece, ancora difficoltà a far riconoscere l’importanza e il valore culturale della lingua romanés. La scuola, infatti, tende a dimenticare che l’Italiano, in molti casi, rappresenta la seconda lingua degli alunni rom, un’apertura maggiore verso l’uso della lingua materna li aiuterebbe a farli “sentire a casa”, soprattutto all’inizio del loro inserimento, in cui generalmente vivono la scuola come un’istituzione minacciosa ed estranea.

Il corso ha consentito alle mediatrici di avviare il dialogo con l’amministrazione scolastica provinciale, di migliorare i rapporti con dirigenti e insegnanti, di riconoscere la necessità di armonizzare tempi, luoghi e tematiche della mediazione a seconda che si tratti di alunni, famiglie rom e non rom o personale delle istituzioni.

2. Servizio erogato

Le azioni sperimentali hanno rafforzato e integrato i servizi già esistenti per l’inserimento scolastico e la prevenzione dell’abbandono degli alunni rom e sinti. In totale sono state impegnate 17 mediatrici per 2.040 ore di servizio, di cui 768 ore di formazione-aggiornamento. Le attività di mediazione hanno riguardato complessivamente 8 campi nomadi, 16 istituti scolastici e 314 alunni.

3. Incontri con i partner di progetto

Periodicamente presso la sede del CSA di Milano e la Direzione Didattica di via Console Marcello si sono svolti incontri di verifica e valutazione delle azioni in corso, dove sono state registrate le problematiche riguardanti il rafforzamento e lo sviluppo del progetto, sia a livello organizzativo che di servizio all’utenza.


4. Incontri di supervisione scientifica

In sede di supervisione scientifica è stato rilevato l’apprezzamento delle frequentanti per l’offerta formativa globale, ma anche la necessità di proseguire il percorso intrapreso approfondendo aspetti culturali e metodologici specifici, per soddisfare la domanda di interventi a carattere linguistico-culturale espressa dalle scuole.

In conclusione, la sperimentazione svolta ha messo in evidenza una sensibilità nuova del personale scolastico nei confronti dei minori rom e sinti, infatti durante lo sviluppo del progetto è andato aumentando il numero degli istituti richiedenti il servizio di mediazione, ma anche delle agenzie del territorio interessate all’apertura di uno Sportello dedicato che possa assicurare la continuità delle azioni intraprese, al fine di garantire diritto allo studio e pari opportunità di informazione anche a questa fascia di popolazione.