Zingari? Rom, Sinti, Kalè

In Italia Rom e Sinti costituiscono una piccolissima minoranza di circa 150.000 persone, una tra le più basse percentuali in Europa, più o meno il 3 per mille dell’intera popolazione italiana.
Sono un insieme di comunità con etnonimi propri che indicano una diversa provenienza, religione, tradizioni, imprestiti linguistici che, come le tessere di un mosaico, si riuniscono dando origine a un unico popolo per definire faticosamente i rapporti con la società “altra”, quella dei “gagè”.
Rom, Sinti (e Kalè) rappresentano una tripartizione più formale che sostanziale poichè in origine tutti i gruppi facevano riferimento al termine “Rom” (i Sinti non sarebbero altro che i Rom del Sindi, oggi Pakistan, gli spagnoli Kalè, termine che in sanscrito significa nero (conosciuti anche come Gitani), invece sarebbero i Rom Neri, provenienti dal corso superiore dell’Indo).
Un popolo, quello “zingaro” che viene da lontano, dall’India del Nord, tra la valle dell’Indo e le pendici himalayane e parla una propria lingua chiamata “Romanès”, traslitterata dal sanscrito e segnata dal “viaggio”.

continua...

PORRAJMOS. Storia di uno sterminio dimenticato

In questa nostra Europa, in cui oggi milioni di uomini e donne cercano con coraggio di fondare la propria identità su un futuro di pace e rispetto tra i popoli, anche i Rom e i Sinti hanno sofferto la più grande e odiosa persecuzione razziale della storia moderna, lo sterminio di centinaia di migliaia di “zingari” ad opera dei nazi fascisti e dei loro collaboratori.
Col termine“Porrajmos” (distruzione, divoramento), i Rom ricordano la più grande tragedia del secolo scorso, “figlia minore” della “Shoah” ebraica. E lo fanno attraverso i racconti orali che rimuovono i silenzi imposti dalla propria cultura e quelli più assordanti che salgono dalla società, in un esercizio che detta il ritmo della vita, delle scelte, delle esperienze passate che orientano quelle del presente.

porrajmos

Alcune considerazioni sull’abitare nei campi nomadi a Milano...

Nel corso di una ricerca appena conclusasi e i cui risultati verranno presentati nel mese di febbraio 2007 all’interno del rapporto annuale sulla multietnicità coordinato dall’ISMU Lombardia, il contributo dell’Opera Nomadi, che qui viene proposto in modo sintetico, ha approfondito alcuni aspetti del rapporto tra società e comunità rom e sinte, a partire dalla dimensione dell’abitare.
Nell’accezione comune, l’abitare viene infatti accostato alla “condizione di consistenza di una persona”. Principio secondo il quale può essere considerato individuo in pubblico, soltanto colui che ha una sua consistenza nel privato, data dalla sfera domestica degli affetti, ma ugualmente caratterizzata qualitativamente anche e soprattutto secondo i parametri di abitabilità” correnti.

continua...

...e in Europa

CULTURA E TRADIZIONI

 

quale differenza c'è tra un gajè
e un rom?
la stessa che corre tra
l'orologio e il tempo:
il primo segna i secondi, i minuti, le ore:
e tu già sai che dopo le sei verranno le sette,
e poi le sette e mezza,
e poi le otto...
il secondo è il sole e la pioggia, il vento
e la neve...
e tu non sai mai quello che sarà

e ancora altro